Santuario di Santa Maria di Collemaggio

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A volte alcuni eventi particolari – spesso, purtroppo, drammatici – ci spronano a visitare angoli del nostro straordinario Paese, che altrimenti passerebbero colpevolmente inosservati.

È questo il caso del Santuario di Santa Maria di Collemaggio, ovvero la Basilica mariana che sorge all’Aquila e che, dopo essere stata gravemente danneggiata dal terremoto del 2009, è stata quasi interamente ripristinata, conferendo ai suoi visitatori un assaggio della sua infinita bellezza.

Il Santuario sorge nel luogo in cui, nel 1287, l’eremita Pietro Morrone fondò una piccola chiesetta dedicata a Santa Maria dell’Assunzione. Pochi anni dopo, quell’eremita venne eletto Papa con il nome di Celestino V. Tra i principali punti di attrazione, si ricorda come all’interno della piccola Chiesa era situata l’immagine di una Madonna che si riteneva avesse il potere di fare miracoli.

Oggi, in luogo della piccola costruzione, sorge un Santuario in stile romano-gotico, dalla pianta a forma di croce latina, con una caratteristica facciata decorata da motivi geometrici in marmo rosa e bianco. Sulla facciata, tre grandi rosoni gotici a traforo arricchiscono la parte frontale del Santuario non meno del portale centrale che, risalente al 400, è ornato e decorato riccamente, e sovrastato da un affresco che raffigura la Madonna con Bambino.

Sulla destra della Basilica, si nota una sorta di bassa torre a base ottagonale, che fungeva da base di un grande campanile che andò distrutto nel 1880. A sinistra, invece, troviamo la Porta Santa: un portale romanico del 300 su cui è rappresentata un’aquila, il simbolo della città, e su cui spicca un affresco, rarissimo, raffigurante la Madonna con Bambino, San Giovanni e San Pietro Celestino.

All’interno, le decorazioni in marmo bianco e rosa donano una luminosità inusuale per un Santuario risalente a quest’epoca. Alle pareti, tele che raffigurano la vita di Celestino V si alternano ad affreschi del 1400, mentre nella Cappella, di mirabile fattura rinascimentale, è custodito il sepolcro di S. Celestino del 1517.

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