Alberghi toscani a caccia di russi

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firenzeCon l’espansione della crisi, a cambiare non sono solamente le abitudini di consumo degli italiani, ma anche le proposte di servizio degli albergatori e dei titolari di strutture ricettive, sempre più desiderosi di rivolgere le proprie attenzioni nei confronti di coloro che possono garantire un miglior rapporto tra la fruizione degli spazi posti a disposizione, e la “generosità” in sede di vacanza.

A confermare un’evoluzione già nell’aria da diversi anni è ora giunto un nuovo report curato dalla Confcommercio, secondo cui, nella sola Firenze, i turisti russi sarebbero cresciuti di oltre la metà nell’arco di un anno.

In particolare, sempre secondo l’analisi effettuata dalla Confcommercio, il turismo russo a Firenze avrebbe conseguito un aumento delle presenze del 52 per cento, con i moscoviti & co. che rappresenterebbero il terzo mercato turistico per il capoluogo toscano dopo quanto sperimentato con i sempre presenti cinesi e giapponesi. Grazie al recente boom di presenze, i russi contano oggi il 12,2 per cento del totale del fatturato, forti di una spesa media di 1.033,27 euro (purtroppo in calo del 2 per cento rispetto all’anno precedente).

In altri termini, i russi – pur numericamente inferiori, in quanto a presenze, rispetto ai colleghi turisti di Cina e Giappone – spenderebbero quasi 50 euro in più a visita rispetto ai cinesi (con spendita media in calo dell’11 per cento a 985 euro) e quasi 450 euro in più rispetto ai giapponesi (con una spendita media di 592 euro, in calo del 4 per cento).

Una tendenza, quella oramai da tempo in atto in Toscana, che sta condizionando altresì diverse abitudini da parte degli albergatori di Firenze, sempre più alle prese con corsi di lingua russa, riedizione delle proprie vetrine per abbracciare al meglio le esigenze dei consumatori stranieri, e una rinnovata disponibilità a soddisfare il fabbisogno non tricolore.

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