Murano e l’arte del vetro

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Arte del vetro a MuranoMurano è un’isoletta situata a nord est di Venezia, lungo il Canale di Marani. Il territorio vanta circa 5.600 abitanti, ed è composta principalmente da sette isole minori, separate da canali e fiumi, e collegate da ponti. Il toponimo deriva da Amurianum, distretto di Altino (antica città romana che sorgeva sulla laguna veneta), i cui abitanti si rifugiarono sulle isole per sfuggire all’invasione degli Unni, nell’anno 453. Durante la crisi e la caduta dell’Impero Romano in tutta l’area costiera si potè assistere a una sostanziale crescita della popolazione, visto e considerato che molte popolazioni latine si sono spostate verso la costa per prendere le distanze dalle incursioni barbariche.

Il primo documento ufficiale della Repubblica di Venezia, dove è menzionato Murano (Amuriana) risale all’anno 846 dC. Il 1291, quando il Gran Consiglio veneziano proibì la fabbricazione del vetro a Venezia per motivi di sicurezza (a causa dei rischi di incendio e di inquinamento), è stata, paradossalmente, una data decisiva per la crescita e lo sviluppo di Murano. I forni per la lavorazione del vetro sono infatti stati spostati proprio nella vicina isola, dando così origine alla fama oggi consolidata in tutto il mondo.

Il diritto esclusivo di fabbricazione del ventro in tutta la Repubblica di Venezia ha permesso agli artigiani locali di essere rapidamente riconosciuti in Europa per la produzione di oggetti artistici di inestimabile valore, la cui commercializzazione è stata garantita dalla istituzione marinara di Venezia. Murano, oltre ad essere il più importante centro di lavorazione del vetro, è diventato ben presto anche un luogo di villeggiatura per molte famiglie nobili veneziane, che possedevano ville sontuose e giardini, ed è altresì stato il ritrovo di artisti e scrittori.

Molte chiese (ora ce ne sono solo quattro) e monasteri sono stati demoliti per costruire case e forni, così come giardini e altri edifici storici.

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